La falesia

Situato nella parte orientale del Mali, al confine Nord Ovest del Burkina Faso, il paese Dogon costituisce un territorio vasto, le cui frontiere si stendono su circa mille chilometri. Ad Ovest al di la' della pianura alluvionale dipendente dal complesso fluviale Niger-Bani, si snoda la falesia, un altopiano di arenaria (alto circa m.200, largo km.200, lungo km.150) che l'erosione del vento ha trasformato in un paesaggio spesso caotico, particolarmente arido nella stagione secca quando, tra febbraio e giugno, soffia l'harmattan e la temperatura sale a 45 gradi. Le numerose fratture della roccia, a volte profonde hanno pertanto permesso la sistemazione, sul fondo scistoso delle crepe, di superfici coltivabili, irrigate dall'infiltrazione, attraverso l'arenaria, dell'acqua dei fiumi che scorrono temporaneamente in superficie.
Questa regione dell'altopiano s'interrompe, a strapiombo sulla pianura di Se'no-Gondo, con una parete rocciosa, orientata verso Nord-est fino a Douentza, poi verso est fino a Hombori.
Fu il rifugio naturale per i Dogon stanziatisi qui 500 o 700anni fa
Frastagliata di crepe orizzontali, piena di nicchie e di grotte, in certe parti rotta da profondi corridoi, la parete si erge sopra una massa di smottamenti rocciosi. Su questi ultimi, al riparo di tettoie o di piattaforme sporgenti, ci sono granai e santuari, abitazioni e giardini a terrazza. Tra il piede della falesia e il cordone delle dune della pianura, una fascia di terra arabile gode oltre che degli effetti delle precipitazioni invernali, dell'acqua che scorre o che cade in cascate dal bordo e dal fianco della falesia. Al di la', su una profondita' di circa cento chilometri, si stende la pianura sabbiosa verso sud, la brousse.