Villaggi e abitazioni
Le grotte poste in alto a ridosso della falesia oggi non sono piu' abitate:
servono per lo piu' come necropoli.
I villaggi si sviluppano in basso, ai piedi della roccia; sono un insieme di
casupole raggruppate lungo esili strade di terra; piu' in alto stanno
i granai, coperti da un caratteristico tetto di paglia a guglia. Le
case sono
costruite con una mistura di fango, sterco e paglia resa in alcuni casi piu' resistente
da un'ossatura in legno.
L' organizzazione della topografia
dei villaggi, dei campi e della casa e' conforme
al mito del mondo.
I villaggi si estendono da nord a sud in pianta a forma di corpo umano. La
testa e' il togu-na, la "casa della parola", una bassa tettoia
sotto cui gli uomini si riuniscono per prendere decisioni. E' presente
in ogni villaggio dogon; e' aperto ai lati ed e' costituito semplicemente
da un tetto massiccio ricoperto da strati di fascine secche di miglio e sorretto
da otto pilastri di legno. I pilastri sono spesso intagliati con figure che
rappresentano gli otto Nommo, gli dei mitologici dogon, nati dal dio Amma,quattro
donne e quattro uomini, da cui derivarono le prime donne e i primi uomini,
gli otto antenati mortali che popolarono la terra e generarono i Dogon.
Alle donne e' vietato entrare. Per loro ci sono due case costruite appositamente
perche' vi si ritirino durante il periodo mestruale, quando sono impure
in quanto non fertili; queste case sono situate ai due estremi del villaggio
e formano le mani nella planimetria del corpo umano.
Accanto al togu-na sorge la fucina dei fabbri, i misteriosi dominatori del
ferro, strettamente legati alle divinita' celesti.
Le grandi abitazioni di famiglia, con i loro granai, si trovano nella zona
centrale e rappresentano il petto dell'uomo.
Piu' in basso, la pietra usata come frantoio e l'altare del villaggio,
simboleggiano rispettivamente gli organi genitali femminile e maschile.
Questi villaggi, compatti e raccolti, non sembrano avere funzione difensiva
e la disposizione delle case, ciascuna delle quali riproduce a sua volta la
figura umana, manifesta il complesso
simbolismo caratteristico di questa cultura.
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