Lo straordinario contributo economico della donna

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Nei mercati locali, come nei villaggi e' dominante la presenza lavorativa della donna: la ricchezza del miglio come quella delle cipolle, viene dalla sua fatica. Con gesti antichi provvede alla pilatura, alla setacciatura ed alla lavorazione del miglio; per ridurlo in farina, in farinata o in birra destinata allo scambio interno. La farina di miglio e' la base dell'alimentazione; e' ottenuta manualmente su apposite pietre; per la pilatura, la donna si serve di appositi mortai di legno e di lunghi e pesanti pestelli detti kuni-i. Le pannocchie sono custodite dall'uomo nel granaio e razionate alla donna perche' basti la scorta fino al nuovo raccolto
Con gesti ugualmente rituali, oggi ragazze e giovani madri, lavorano nei barrages; innaffiano parcelle di cipolle attingendo e versando acqua con le calebasses, senza mai togliere da se' i loro piccoli. Proprio a questo stretto legame tra bambino e madre, studiato in modo sperimentale dal CNR, sembra si debba attribuire la grande tranquillita' dei bambini Dogon che non soffrono mai del trauma del distacco.
In tutto il Mali la donna deve contribuire col proprio lavoro alle necessita' di tutta la famiglia del marito; puo' essere ripudiata senza replica. Percio' cerca oggi di emanciparsi economicamente